{"product_id":"olio-su-tela-bambino-gesu-con-croce-xvii-secolo-guido-reni-bottega","title":"Olio su tela Bambino Gesù con croce XVII secolo\nGuido Reni (bottega)","description":"\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eSoggetto: Bambino Gesù con croce\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eEpoca: XVII secolo\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eAutore: Guido Reni (bottega)\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eL’ opera che presentiamo costituisce un’originale ripresa ed elaborazione del prototipo \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ereniano\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e del “Gesù Bambino dormiente sulla croce”.  \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eSuddetto modello godette infatti di particolare fortuna soprattutto in forza della crescente domanda d\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eel\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e soggetto iconografico \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003erappresentato \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eda parte di collezionisti in ambito bolognese e romano. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eLe ragioni di questa fortuna affondano anzitutto le radici nell’intuizione, tutta \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ereniana\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, di fondere in un unico soggetto iconografico il tema classico e pagano del Cupido dormiente con quello cristiano della passione di Cristo, simbolicamente prefigurata attraverso un esplicito richiamo al testo biblico veterotestamentario del Cantico dei Cantici (V, 2)\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, un’intuizione qualificata dallo Strinati come vera e propria “invenzione”\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e del Reni.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eQuest’armonica fusione sarà il fulcro di un’altra rappresentazione pittorica, celebre nelle varie versioni del Reni: il martirio di san Sebastiano, nuovo Apollo raffigurato nelle vesti del martire cristiano alieno dai tormenti della carne\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, tutto teso a risvegliare sensuali voluttà\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e (Guido Reni, Il tormento e l’estasi, I san Sebastiano a confronto, a cura di P. Boccardo e X. Salomon, 2007).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003ePalesi sono i precedenti caravaggeschi\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e (Caravaggio, “Amorino dormiente”, Firenze, Galleria Palatina)\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, visibilmente rintracciabili già in un dipinto presente nella collezione Corsini a Roma ed ascritto al Reni dal \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eBoehn\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e (M. von \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eBoehn\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, Guido Reni, Leipzig 1910, 1925 \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003erist\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e.).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eAl Reni, al quale il Malvasia attribuisce ripetutamente “Amorini dormienti” sono stati ricondotti un “Putto dormiente” in collezione privata a Milano (Riccoboni, “\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eEmporium\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e”, 1961), senza croce, quanto un analogo soggetto nella collezione Durazzo Pallavicini a Genova (\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eTorriti\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, 1967). \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eIn particolare, il putto dormiente di cui fa menzione il Riccoboni, costituisce una ripresa di un’opera del Reni  (olio su rame) \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ecustodita al Princeton Art Museum e raffigurante Gesù Bambino dormiente sulla croce. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eNel Settecento l’opera figurava nella collezione Orleans per poi passare, nel secolo scorso, a quella inglese del duca di Bridgewater e quindi alla Ellesmere, dove rimase fino al 1946. Di tale dipinto esistono incisioni di Le Villain, che ne attestano la paternità \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ereniana\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eOltre a quest’esemplare meritano di essere menzionate le versioni di Auckland (Art Gallery), Digione (Musée Magnin) già Vienna (collezione Liechtenstein). \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eSulla peculiare maniera di raffigurare il Bambino come un puttino tondeggiante, se il Malvasia istituisce una derivazione da Ludovico \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e[i. e. Carracci] (“in maniera che la \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003esop\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003er\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eabbondande\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003egrassezza delle carni ricoprisse ogni più risaltato muscolo”, altrove il Reni riconduceva questa sua capacità all’esempio di Bagnacavallo (“lodava il Bagnacavallo per i puttini e si fregiava d’ aver da esso appreso il farli così butirrosi e \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ezizotti\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e”\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e)\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003e“Butirroso” appare similmente il nostro Bambino dormiente al pari degli stessi \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eteneri e leggiadri angeli bolognesi di Santa Maria dei Servi\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003erisalenti al secondo decennio del Seicento,\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e“evoluzione trascendente e melanconica del motivo del Bambino Gesù coricato e perlopiù addormentato che aveva occupato ripetutamente e frequentemente il pittore sin dall’inizio del secolo, sia come riferimento alla Vergine, sia come figura isolata” (\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eAndrea Emiliani\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e)\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eStephen Pepper, nella sua monografia su Reni (edizione inglese del 1984, edizione italiana del 1988) colloca gli esordi \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ereniani\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003edi questo prototipo iconografico, per dirette analogie formali, contemporaneamente al capolavoro dell’ Aurora (1614). \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003eQuanto alla menzionata lezione caravaggesca\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e (si ricordi il “Martirio di san Pietro”, terminato nel 1605 ed oggi alla Pinacoteca Vaticana), \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eessa reca dirette tracce anche nel nostro dipinto, in particolar maniera nel chiaroscuro funzionale ad evidenziare l’incarnato del Bambino\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e, tuttavia con segni di un incipiente abbandono della drammaticità del Caravaggio a favore di un abbozzo di classicismo atto a celebrare la sola grazia del Bambino, così \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003econfinando\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e la riflessione sulla passione e morte in una sfera tutta ideale. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"s2\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"bisiantichita","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":52329012232530,"sku":null,"price":2800.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0340\/8629\/files\/A9C84F7F-DB14-4F12-B976-BA07C181097D.jpg?v=1766401714","url":"https:\/\/www.bisiantichita.it\/en\/products\/olio-su-tela-bambino-gesu-con-croce-xvii-secolo-guido-reni-bottega","provider":"bisiantichita","version":"1.0","type":"link"}